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News dall'Inghilterra
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Namaste

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Premier League - United, che tonfo; riscatto Liverpool

Nella seconda giornata di Premier League, inaspettata sconfitta dei Red Devils battuti dal Burnley. A valanga, invece, il Liverpool di Benitez che sotterra con un poker lo Stoke City e dimentica la sconfitta all'esordio col Tottenham; Spurs che travolgono in trasferta l'Hull City

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Gran maestro catoblepa

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Inghilterra, riecco gli hooligans un accoltellato ad Upton Park

ACCOLTELLATO — Le forze dell'ordine si aspettavano disordini per questo derby dell'Est di Londra e hanno inviato un numero importante di agenti, ma non pensavano certo che la situazione degenerasse fino a questo punto. Il ferito è rimasto coinvolto negli scontri che si sono scatenati prima del match fra le opposte tifoserie, con centinaia di persone che prima si sono lanciati oggetti e poi sono arrivati allo scontro fisico; l'uomo è stato portato in ospedale, le sue condizioni non destano preoccupazione. Due le persone arrestate dalle forze dell'ordine.

INVASIONE DI CAMPO — La situazione ad Upton Park non si è placata a partita iniziata, anzi: il Milwall ha condotto a lungo il match, grazie al gol in apertura di Harris, ma a tre minuti dalla fine è arrivato il pareggio di Junior Stanislas. La rete ha scatenato la prima invasione di campo, con i giocatori che dopo i primi attimi di paura sono riusciti a convincere i tifosi a lasciare il terreno di gioco. Il secondo gol di Stanislas, nei tempi supplementari su calcio di rigore, ha scatenato una seconda invasione, con l'arbitro costretto a interrompere il match per sei minuti, il tempo necessario a polizia e steward per far uscire dal terreno di gioco una cinquantina di persone. Infine dopo la terza rete del West Ham siglata da Zavon Hines e seguita da una nuova interruzione, al triplice fischio i giocatori hanno guadagnato in fretta la via degli spogliatoi per evitare ulteriori disordini. Alla fine della partita i tifosi sono stati scortati fino alle stazioni della metropolitana da circa duecento poliziotti, sottoposti al lancio di sassi e bottiglie.

ZOLA SCIOCCATO — Gianfranco Zola, allenatore degli Hammers, è incredulo per quando accaduto: "Ho giocato a Londra 7 anni e non ho mai visto una cosa del genere. Sono scioccato. Sapevo che questa era una partita importante, che significava molto per le due tifoserie, ma non immagivano potesse finire così. Cosa posso dire? Sono un uomo di sport, amo il calcio, amo andare in campo e provare a fare una partita che esalti e diverta gli spettatori. Ma quello che è successo va al di là delle mie possibilità".

VIOLENZA — Atti di violenza come quello di ieri sera non si verificavano da anni nel calcio inglese. Gli stadi inglesi sono relativamente tranquilli dall'inizio degli anni Novanta, dopo i cinque anni di sospensione dei club inglesi dalle coppe europee in seguito alla tragedia di Bruxelles (39 morti nella finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool) e la dura repressione del fenomeno Hooligans che ne è seguita. La Federazione inglese ha già annunciato l'apertura di un'inchiesta per accertare le responsabilità, mentre il West Ham teme addirittura la chiusura dello stadio. E dal proprio sito internet gli Hammers condannano gli episodi di ieri, prendendo le distanze anche dai propri tifosi: "Il West Ham fornirà piena collaborazione per l'inchiesta riguardante le deplorevoli scene viste ieri durante la partita di Carling Cup - si legge nella nota del club londinese -. Non tolleriamo questi inaccettabili episodi e prenderemo le misure più dure possibili contro i responsabili, compreso il divieto a vita di entrare allo stadio. Come è avvenuto prima, durante e dopo la partita, stiamo collaborando pienamente con gli organi competenti, compresa la polizia".

HAMMERS CONTRO LIONS — West Ham e Millwall non si incontravano dal 2005. La rivalitá tra Hammers e Lions è nota, così come la fama che accompagna i sostenitori del Millwall. Questi ultimi però non sarebbero responsabili dei disordini all'interno dello stadio come ha detto Kenny Jackett, manager della formazione ospite: "Non ho temuto per la mia sicurezza. Non c'erano tifosi del Millwall sul campo, sono rimasti dove dovevano rimanere. Non sapevo dell'accoltellamento all'esterno dello stadio, mi dispiace molto. In questo paese c'è grande passione per il calcio, ma quando si supera il limite bisogna prendere provvedimenti".
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Gran maestro catoblepa

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La Fifa stanga il Chelsea
Niente acquisti fino al 2011


Mano pesante della Fifa nei confronti del Chelsea, a cui non sarà permesso di tesserare nuovi calciatori per le prossime due sessioni di mercato. La sanzione arriva dalla Camera di risoluzione delle controversie della Fifa che ha esaminato il ricorso presentato dal Lens nei confronti dei Blues e del calciatore Gael Kakuta, per il quale il club francese chiedeva un risarcimento per rottura unilaterale del contratto.

Il Lens ha chiesto anche provvedimenti per il Chelsea, accusato di aver indotto il giocatore a rompere l'accordo che lo legava alla società transalpina e in entrambi i casi la Camera per la risoluzione delle controversie della Fifa ha dato ragione al Lens. Il giocatore è stato condannato a pagare un risarcimento di 780 mila euro e non potrà giocare per quattro mesi, mentre i Blues non potranno fare mercato fino alla sessione di gennaio 2011 oltre a pagare al Lens 130 mila euro per la formazione di Kakuta.
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Gran maestro catoblepa

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Arsenal, Djourou fuori sei mesi

Brutto infortunio per Johan Djourou. Il difensore è appena stato operato. Per il giocatore si parla di uno stop di ben sei mesi. 22enne, Djourou è all'Arsenal dal 2008. Con i Gunners conta 14 presenze.
 
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Diamanti, due perle con la nuova maglia

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Era un copione già scritto e in tanti addetti ai lavori l'avevano annunciato, "Diamanti al West Ham potrà fare grandi cose". L'ex stella del Livorno ha dato ragione a chi l'ha voluto Oltremanica (Gianfranco Zola in primis), realizzando una doppietta nel suo esordio con la maglia degli Hammers nella sfida amichevole contro il Birmingham (6-0 finale). È vero, si trattatava semplicemente di una gara fra riserve, ma il biglietto da visita del giocatore è stato ottimo.

Una doppietta realizzata su punizione, il vero marchio di fabbrica di Diamanti e i tifosi della Roma si ricorderanno sicuramente qualcosa, visto che fu proprio l'ex Livorno a realizzare una grandissima punizione allo stadio Olimpico. Sei i milioni di sterline versati dal West Ham nelle casse dei toscani, una cifra sicuramente alla portata di tutti e naturalmente anche delle big, un po' immobili di fronte alla cessione dell'ex amaranto. Non ultima l'Inter, la maggiore indiziata tra le squadre che avevano una remota intenzione di ingaggiare il talentuoso Diamanti.

Naturalmente soddisfatto il calciatore ex Livorno al termine della sua prima uscita inglese: "Sono soddisfatto della prestazione mia e della squadra - dice, ancora in italiano, e visibilmente emozionato Diamanti -, ora non vedo l'ora di poter esordire in Premier League e vedere cosa sarò in grado di fare".

Contro il Wigan ci vuole essere a tutti i costi: probabilmente entrerà in bagarre con il giovane Zavon Hines per trovare un posto in squadra e non è detto che non possa già mettere piede in campo. Così come probabilmente ci sarà anche il suo compagno Valon Behrami: l'ex esterno della Lazio gli ha fatto da interprete nei suoi primi giorni londinesi (e anche nelle sue prime, impacciate interviste) e ora, dopo mesi di stop per un brutto infortunio al ginocchio, ci terrebbe a rivedere il terreno di gioco. Mister Zola, Jimenez, Behrami e Diamanti, oltre all'ex fiorentino Da Costa: per un West Ham che d'ora in avanti parlerà sempre più italiano.
 
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Gran maestro catoblepa

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Lo United affossa il City al 96' con un redivivo Owen

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MANCHESTER (INGHILTERRA), 20 settembre - Grande spettacolo all'Old Trafford nel derby di Manchester, primo dei quattro posticipi della sesta giornata della Premier League. Emozioni e colpi di scena fino all'ultimo secondo nella partitissima tra United e City, finita 4-3 per i Red Devils grazie al gol al 96' di Michael Owen, entrato nel corso del match. Nel primo tempo Manchester United in vantaggio dopo soli due minuti con Wayne Rooney e pari di Barry al 16'.

EMOZIONI PAZZESCHE - Nella ripresa al 5' Fletcher manda in vantaggio gli uomini di Ferguson ma solo tre minuti dopo il City pareggia di nuovo con Bellamy. Nel finale la partita diventa incandescente: all'81' il gol che sembra quello della vittoria dei Red Devils, ancora con Fletcher, ma ancora Bellamy al 90' pareggia per il City. Quando ormai la partita sembra avviata a pareggio arriva al 96' il gol della vittoria di Owen che fa 'esploderè lo stadio dei vice-campioni d'Europa. Nel City mancava lo squalificato Adebayor.
 
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Gran maestro catoblepa

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Van der Sar può smettere a fine stagione

Questa potrebbe essere l'ultima stagione di Edwin Van der Sar. Il portiere del Manchester United, infatti, sta riflettendo sul suo futuro. E non esclude l'ipotesi di appendere i guanti al chiodo. "Ho detto più volte che sarebbe potuta essere la mia ultima stagione, dal 2006 in poi. Sei mesi prima che il mio contratto scadessea giugno 2006, abbiamo prolungato per un'ulteriore stagione, e così di volta in volta". Nella sua carriera ha militato in Ajax, Juventus, Fulham e, appunto, nei Red Devils. A 39 anni suonati, l'addio al calcio non è poi così lontano.
 
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Gran maestro catoblepa

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Owen, il golden-boy perduto una brochure per venderlo


CITAZIONE (simotto @ 25/6/2009, 07:44)

Il contratto con il Newcastle è scaduto ma non ha ancora trovato squadra. I suoi agenti hanno spedito alle squadre una brochure con tutti i 158 gol segnati in carriera. Il problema dell'ingaggio: guadagna più di 100 mila sterline a settimana
di DANIELE MELONI

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LONDRA - Il cognome Owen agli inglesi porta alla memoria quello di un poeta studiato sui banchi di scuola, Wilfred, esponente della Generazione Perduta. E perduto sembra anche essere Michael Owen, di professione calciatore.

A 18 anni aveva sconvolto il mondo intero ai mondiali francesi del 1998, segnando un gol partendo da centrocampo e seminando l'intera difesa argentina. Poi, tre anni e tanti gol, tutti bellissimi, dopo, con il Liverpool aveva vinto 5 coppe, e, di conseguenza, l'ambito Pallone d'Oro di France Football, diventando così il miglior calciatore europeo. A 23 sembrava che il prossimo passo per l'attaccante di Chester, un sobborgo vicino Liverpool, sarebbe stata la conquista del mondo. Con l'Inghilterra o con il Liverpool. Poi la favola di Owen si è interrotta. Anzi, sarebbe il caso di dire si è spezzata. Perché a spezzarsi sono state le sue ossa, quelle dei piedi e a sfaldarsi, ripetutamente, sono stati i suoi muscoli.

Eppure nonostante una condizione fisica sempre precaria, Owen i gol ha continuato a farli. Tanti da destare l'interesse del Real Madrid di Florentino Perez, già da allora dedito alle spese folle e a collezionare Galacticos, che, alla fine, galattici non erano. Era il 2004 e Owen nel Madrid giocò solo una stagione, 35 presenze e 13 gol. Poi il passaggio al Newcastle e l'inizio del declino. Suo e della squadra. Il Newcastle quest'anno è retrocesso e Owen, col contratto in scadenza il 30 giugno è a caccia di una squadra. Non ha ancora 30 anni, li compirà il 14 dicembre prossimo, ma nessuno se la sente di puntare su di lui.

La definizione più corretta per definire l'ex baby-prodigio del calcio inglese è quella ossimorica di giovane anziano. Già quest'inverno, nella consueta transfer-window di calciomercato, Owen aveva lanciato messaggi nemmeno troppo sibillini a buona parte delle squadre della Premier League: "Sono libero, venite a prendermi". E si sussurrava di un interesse dell'Aston Villa, del Manchester City, del Tottenham, squadre alla ricerca del bomber che potrebbe fargli fare il salto di qualità. Ma non se ne fece nulla. Qualcuno parlò anche dell'Inter di Mourinho, un suo vecchio estimatore. E Owen restò a Newcastle, per accompagnare i Magpies nella seconda serie del calcio inglese dopo 16 anni.

Nelle ultime giornate di Premier col Newcastle in lotta disperata per salvarsi, Owen ha dato una pessima prova di sé. Goffo, sempre in ritardo all'appuntamento col gol e sovrastato fisicamente dagli avversari. In queste condizioni, e con un contratto non certo da giocatore di secondo piano - si parla di più di 100 mila sterline a settimana -, nessuno è disposto a scommettere su di lui, tanto che la società che si occupa della sua immagine ha iniziato a spedire brochure e dvd con tutte le sue reti in giro per l'Inghilterra.

Nessuno, tranne Phil Brown, manager dell'Hull City, proprio la squadra che si è salvata a spese del suo Newcastle. "Spero di portare a termine l'ingaggio di Owen entro una settimana" - ha detto Brown dopo aver appreso che il giocatore non ha intenzione di rinnovare con il Newcastle. Il manager del giocatore ha parlato anche di "potenziali acquirenti all'estero" ma wonder-boy ha ribadito che vorrebbe continuare a giocare in Premier.

Già, perché nell'anno dei mondiali ci sarebbe da convincere un certo Mister Fabio Capello, finora poco propenso a dargli fiducia, a convocarlo nei 23 per il Sudafrica. In fondo tutto è cominciato da un mondiale e con un mondiale potrebbe finire. Per dimostrare di non essere né perduto, né un giovane anziano.



Gascoigne ci risiamo: sei birre in 20 minuti

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LONDRA, 26 settembre - Sei birre in 20 minuti, per un totale di 40 'chiare' in circa 13 ore. E' il preoccupante record stabilito da Paul Gascoigne, vittima dell'ennesima ricaduta nella dipendenza da alcol e droghe. A raccontare il nuovo inferno di 'Gazza' è la giovane Jade Freeman, recente amica dell'ex campione di Lazio e Tottenham.

LA RICADUTA - La studentessa 20enne ha spiegato al 'Sun' che Gascoigne è seriamente a rischio: «Ormai vive su un altro pianeta. Se non entra di nuovo in riabilitazione morirà nei prossimi 18 mesi. Il suo corpo cederà presto, questa situazione è orribile». La nuova ricaduta è legata alla recente scomparsa dell'ex tecnico Sir Bobby Robson, considerato quasi un padre da Gascoigne, e dalla battaglia contro il cancro della madre. «Quando anche lei morirà resterò da solo», ha detto uno sconvolto Gascoigne alla giovane Jade, per poi cominciare a bere in maniera sconsiderata, già dalle 11 del mattino.

TROPPE BIRRE - «Ha bevuto sei birre in 20 minuti. Ho provato a dirgli di calmarsi -ha raccontato la studentessa- ma mi ha risposto di non preoccuparmi e che voleva morire perché sarebbe rimasto solo al mondo. Poi ha detto di voler tornare a giocare per la nazionale». Dopo essersi scolato due casse di birra, 'Gazza' era in condizioni comatose. «Era incapace di muoversi», ha spiegato la Freeman, che negli ultimi mesi ha cercato di aiutare Gascoigne senza grande successo. «E' un uomo adorabile -ha concluso- ma sembra in missione per uccidersi, ed è uno che potrebbe riuscrci».
 
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Nicklas Bendtner salvato da Dio

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Domenica ci siamo avvicinati alla tragedia. Nicklas Bendtner, 21enne danese dell'Arsenal, ha infatti distrutto la sua Aston Martin da 170.000 euro contro un albero, mentre si dirigeva agli allenamenti. Per l'attaccante, qualche abrasione e molta paura, miracolosamente. E non è un avverbio scelto a caso: lo stesso Bendtner, infatti, insiste che dietro alla sua sopravvivenza sia intervenuta la mano di Dio. Il giocatore, che ha dovuto saltare il martedì di Champions per via delle ferite superficiali al ginocchio, ha detto: "Qualcuno si è preso cura di me mentre ero sulla strada. Non so chi o cosa fosse, ma ho visto qualcosa di grande che mi ha salvato, semplicemente. Sono fermamente convinto che non fosse arrivato il mio momento".

"La polizia mi ha detto che sarei morto senza cintura di sicurezza - ha proseguito -, e hanno detto che il mio non essere nè morto nè gravemente ferito è stato un miracolo. Ho perso il controllo dell'auto, ma non andavo veloce, è una bugia messa in giro sul mio conto. Ora sto bene, apparte qualche escoriazione". E, a vedere le immagini della sua macchina, è difficile credere che qualcuno o qualcosa, come dice Nicklas, non sia davvero intervenuto a suo favore.
 
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Gran maestro catoblepa

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Reds di rabbia: Liverpool ko per un pallone da spiaggia

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Un pallone da spiaggia tirato in campo dagli spalti da un ragazzino ha regalato al Sunderland la vittoria per 1-0 contro il Liverpool in un match del nono turno della Premier League, il campionato inglese. Il grande pallone rosso è stato colpito infatti in pieno dalla conclusione di Darrent Bent al 5' del primo tempo e la sfera di cuoio ha cambiato completamente direzione "beffando" il portiere dei Reds Pepe Reyna. L'estremo difensore spagnolo è andato d'istinto a cercare di intercettare il pallone rosso, accorgendosi poi dopo una frazione di secondo di essere stato "infilato" alla sua sinistra dal pallone vero.

Fair play alla fine partite del manager Rafa Benitez. "Non ho visto la deviazione, siamo stati sfortunati, ma non abbiamo giocato bene", ha ammesso il tecnico del Liverpool. Sono rimasto sorpreso quando l'ho visto, il guardalinee era lì, mi hanno spiegato ma non si potevano cambiare le cose. E noi dobbiamo pensare innanzi tutto a migliorare le nostre prestazioni". Anche perché il portiere Reina, tanto per la cronaca, non era riuscito a parare nemmeno il "palloncione" da spiaggia, grande almeno il doppio di quello "regolare".
 
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Gran maestro catoblepa

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Pranzo da 52000$, offre Abra Cadabra

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Dopo aver fatto la felicità dei tifosi blues, ora Abramovich ha deciso di fare la fortuna dei ristoratori, senza badare a spese. Venerdì a pranzo il proprietario russo del Chelsea ha pagato un conto di 52mila dollari, l'equivalente di 35.300 euro, per un pranzo con cinque amici in un ristorante italiano di New York. Il 47enne magnate russo era in compagnia della sua fidanzata Dasha Zhukova (incinta), del figlio Arkady e di altri tre soci, e ha iniziato il modesto spuntino con un carpaccio di tartufo bianco seguito da una cotoletta di vitello alla milanese. Per le altre pietanze ordinate, lasciamo che i curiosi guardino lo scontrino....

Il plurimilionario del Chelsea non si è voluto far mancare proprio nulla e ha accompagnato il pasto con fiumi di champagne: due bottiglie magnum di 'Cristal rose', due 'Chateau Petrus' e tre 'La Tache Romanee Conti'. Beveraggio costato 35000 dollari: cosa certamente non dispiaciuta al proprietario del ristorante che ha definito l'illustre ospite "eccellente e perfetto". E nonostante la foto dello scontrino pubblicata dal sito di gossip 'Tmz', un portavoce di Abramovic ha dichiarato: "Quel conto non appartiene a loro. Hanno speso solo una frazione di quell'ammontare. Forse quella è la fattura di qualcun altro".

Cosa molto difficile vista anche la testimonianza di un cameriere: "Hanno ordinato lo champagne e il vino più caro sul menu - ha confessato il ragazzo - E prima di finire il loro pasto hanno ordinato una bottiglia di porto bevendone solo un sorso. Il resto lo hanno offerto agli altri commensali. Davvero incredibile". Come non credergli considerando che "dopo di loro si è seduta una coppia che ha trovato una bottiglia ancora piena di 'Chateau Petrus'. Devono aver pensato che avevano vinto la lotteria".Al conto di 47.221 dollari, il patron del Chelsea ha aggiunto una mancia di cinquemila dollari. Bravo Abramovich: la crisi si supera così, con un altro schiaffo alla miseria!

[Eurosport]
 
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Ashton si ritira a 26 anni

All'età di soli 26 anni l'attaccante inglese Dean Ashton è stato costretto al ritiro, dopo essersi arreso all'infortunio alla caviglia subito nel 2006. È stato Scott Duxbury, direttore generale del West Ham United, il suo ultimo club, ad ufficializzarlo attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale: "È un giorno molto triste e i nostri pensieri sono per Dean. Vogliamo ringraziarlo per quanto ha fatto per noi e augurargli ogni bene". Fuori da 16 mesi, l'attaccante inglese si è infortunato nell'agosto 2006, in occasione di un allenamento con la Nazionale. Secondo indiscrezioni, il West Ham sta valutando se chiedere un risarcimento di circa 7,5 milioni di euro alla Federcalcio inglese (Fa) per la perdita del suo attaccante. Anche il giocatore potrebbe adire le vie legali per chiedere un indennizzo, non è chiaro se citando la Fa o Shaun Wright-Phillips, autore dell'intervento che ha causato l'infortunio. Prodotto del settore giovanile del Crewe Alexandra, Ashton è stato acquistato nel 2005 dal Norwich. La stagione successiva, dopo avere segnato 17 gol in 44 presenze, il passaggio al West Ham per oltre 8 milioni di euro. Al suo arrivo sulla panchina dell'Inghilterra, Fabio Capello aveva espresso grandi apprezzamenti per l'attaccante degli Hammers destinato a debuttare con la Nazionale inglese contro Trinidad e Tobago.
 
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Gran maestro catoblepa

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MANCINI È DEL CITY!

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Roberto Mancini è il nuovo allenatore del Manchester City. L'ex tecnico dell'Inter ha firmato un contratto di tre anni e mezzo, fino a giugno del 2013, e sostituisce l'esonerato Mark Hughes. La decisione di cambiare allenatore è stata presa nonostante la vittoria nel pomeriggio dei Citizens 4-3 con il Sunderland (doppietta di Santacruz, gol di Tevez e Bellamy), perchè la proprietà, dopo la sconfitta di mercoledì contro il Tottenham, aveva ormai deciso di voltare pagina. Nonostante le due sole sconfitte in campionato, all'ex ct del Galles sono stati fatali i troppi pareggi (8) e un gioco mai spettacolare.

LUNEDI' PRESENTAZIONE, SABATO DEBUTTO - Mancini sarà presentato lunedì e forse già domani dirigerà il primo allenamento. L'esordio di Mancini è atteso sabato prossimo, Boxing Day (come gli inglesi chiamano il giorno di Santo Stefano), in casa contro lo Stoke. Due giorni dopo sarà ospite del Wolverhampton: due partite per conoscere la squadra e pianificare il mercato di gennaio, che si annuncia - una volta di più - fastoso, all'insegna dei grandi acquisti. D'altronde dal suo arrivo a Manchester (settembre 2008) lo sceicco Mansour ha speso più di 200 milioni di euro nelle campagne acquisti, ingaggiando tra gli altri Robinho, Carlos Tevez, Emmanuel Adebayor, Gareth Barry e Kolo Toure. Dopo aver rescisso lo scorso ottobre il contratto che lo legava all'Inter fino al 2012, Mancini aveva espresso il desiderio di tornare ad allenare. E ha scelto nuovamente l'Inghilterra, dove aveva vissuto una breve parentesi da calciatore con la maglia del Leicester nel 2001: ultima esperienza in campo prima di cominciare la carriera di allenatore con la Fiorentina. Dopo Firenze, due stagioni a Roma (sulla panchina della Lazio), quindi i quattro anni a Milano, sponda nerazzurra. Tre scudetti e quattro Coppe Italia il suo Palmares da allenatore. Ora è chiamato a guidare i Citizenz almeno in zona Champions, e magari vincere la Coppa di Lega che vede il City in semifinale, atteso dal derby cittadino con lo United, il 6 gennaio prossimo.

LO STAFF - Nello staff che Mancini porterà con sé in Gran Bretagna ci saranno come vice Fausto Salsano, ex centrocampista di Parma, Samp e Roma, e come preparatore atletico Ivan Carminati. Entrambi erano con il tecnico jesino anche all'Inter. Il suo assistant manager sarà Brian Kidd.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE - Khaldoon Al Mubarak, presidente del Manchester City ha spiegato così la scelta: «Roberto Mancini è un manager dall'elevata esperienza con una comprovata capacità nel conquistare trofei e campionati. La sua esperienza e le sue vittorie parlano da sole. Ciò che è assolutamente chiaro è che Roberto crede che il potenziale del Manchester City sia adatto per raggiungere il livello più alto e cosa ancora più importante Mancini crede nel sua stessa abilità nel far in modo che tali obiettivi possano essere raggiunti. La mia speranza è che i nostri fantastici tifosi saranno insieme a noi nel dare il benvenuto al nuovo tecnico del Manchester City Roberto Mancini».
 
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Mancini al City, ma lo spogliatoio non lo vuole

Tabloid sicuri: Bellamy e Given guidano la rivolta contro il nuovo allenatore

MANCHESTER, 20 dicembre - Comincia in salita l'avventura di Roberto Mancini sulla panchina del Manchester City. A meno di 24 ore dalla presentazione ufficiale, infatti, il tabloid inglese News of the world lancia uno scoop importante. Pare che la squadra dei Citizens si sia schierata compatta contro la scelta della società di esonerare il tecnico Hughes e, di conseguenza, di arruolare il nuovo allenatore jesino. In testa alla rivolta ci sarebbero l'attaccante Craig Bellamy e il portiere Shay Given, seguiti da altri sei compagni.

GIOCATORI 'DISGUSTATI' - I giocatori del Manchester City sarebbero stati 'disgustati' dal trattamento che la società ha riservato al loro ormai ex allenatore, soprattutto dopo il successo per 3-0 contro l'Arsenal nella Carling Cup dello scorso 2 dicembre.

GRANDE RISPETTO PER HUGHES - Dopo il successo di ieri contro il Sunderland per 4-3, Hughes avrebbe parlato alla squadra negli spogliatoi annunciando che quella sarebbe stata la sua ultima gara come allenatore del City: «perchè la società ha deciso di puntare su Mancini». I giocatori in quella circostanza ci rimasero male perchè fra loro e il tecnico si era creato un grande affiatamento e un rispetto pressochè totale e sincero. «E' scorretto che la società abbia deciso di esonerare un tecnico così preparato», sembra abbia detto uno dei giocatori. «I giocatori rispettano Mark come manager e come persona e non riescono a credere che sia stato trattato in maniera così sgarbata», racconta un’anonima fonte. «È stato fatto tutto senza la minima classe. I giocatori hanno ricevuto messaggi sui cellulari, sono stati informati su ciò che stava accadendo e hanno deciso che dovevamo fare qualcosa», spiega ancora l'insider.

AMAREZZA DOPO L'ADDIO - Sempre secondo l'anonima fonte contattata dal News of the World, «i giocatori sanno chi c’è dietro tutto questo: Gary Cook e Brian Marwood (un altro dirigente, ndr). Sei di loro hanno deciso che dovevano dire e fare qualcosa, sono andati a cercarli dopo la partita. Forse è stato un gesto inutile, ma dovevano farlo perchè erano furiosi».
 
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